Di seguito i quattro marchi-logotipi selezionati dal Professor Vulpinari per la mostra dell’Open Day tra quelli progettati dagli studenti per il concorso internazionale “Celebrate Diversity” indetto dell’UNESCO per il logotipo del Festival Internazionale della Diversità Culturale.
Logo di Denis Di Luca
Logo di Ezio D’Onghia
Logo di Jacopo Molandini
Logo di Andrea Ceccaroni
Dopo gli esami gli studenti hanno partecipato con i loro elaborati alla mostra dell’Open Day. I tavoli sono stati utilizzati come pannelli espositivi, ai quali sono state appese le stampe di questo sito, all’interno del quale è presente la selezione dei migliori elaborati di tutti gli studenti del corso.
Qualche ora di allestimento e l’aula è diventata una piccola area espositiva per la grafica bidimensionale.
Come anticipato tra gli elaborati esposti c’erano anche i progetti dei loghi selezionati per il concorso “Celebrate Diversity” indetto dell’UNESCO. Vediamo tra le foto anche il pannello dedicato a questi loghi degli studenti.
Jacopo Molandini non si è accontentato di stampe in piccolo formato e della progettazione del solo logo. Ha progettato un manifesto per la manifestazione sulla diversità mondiale ed ha usato il suo logo, proprio come succederà al logo vincitore. Lo vediamo nella foto mentre orgoglioso mostra il suo lavoro.
Settimana 9: Continua il progetto di fine corso
La progettazione del logo per il Festival Internazionale delle Diversità Culturali dell’UNESCO sta procedendo verso le fasi più concrete.
Si sta passando dalla fase di ricerca e ideazione di una forma e concetto alla sua realizzazione pratica, con tutti i problemi che questo processo può far emergere. Ci si confronta con la difficoltà di sintesi, con la semplicità della forma.
Durante lo sviluppo di questa fase si studiano i pesi del logo, le singole linee che lo compongono, i colori che devono convivere insieme, ma anche la composizione tipografica, che deve essere quella adatta al logo, sia essa in accordo o contrasto di peso o stile. La conclusione è vicina ed è il momento di tirar le fila del progetto.
Settimana 8: Progetto di fine corso
Le lezioni teoriche sono concluse ed è il momento di dedicarsi a tempo pieno all’ultimo, ma più importante degli esercizi del corso: la progettazione del marchio e logotipo per il Festival della Diversità Culturale, organizzato dall’UNESCO, che per questa nuova manifestazione ha indetto un concorso apposito, appunto per la creazione del logo dell’evento.
Manca poco tempo alla conclusione del corso e la progettazione comincia ad essere concitata; le strade tentate sono varie, ma alcune vengono abbandonate. La sintesi di concetti tra i quali la celebrazione e la diversità culturale sono il tema principale della progettazione.
Gli elementi devono essere sufficientemente semplici da essere chiari ed immediati, ma le forme devono mostrare qualcosa di completamente nuovo, di forte. Non è un compito facile e ci si può trovare in difficoltà, ma procedendo con i giusti passi: ricerca, brainstorm, schizzi ed elaborazione di questi ultimi, le asperità del percorso progettuale si appianano.
Una lecture con Gianluca Costantini
Gianluca Costantini ci ha offerto un viaggio all’interno del suo mondo, un mondo fatto di illustrazioni e fumetti che definirli solo in questa maniera ne sminuisce il valore. Abbiamo visto come i suoi primi anni di attività, ancora liceale, fossero incentrati sull’introspezione, sull’onirico e come la tecnica fosse minuziosa di particolari e decorazioni, influenzata probabilmente anche dagli studi artistici.
Giancluca ci dice che però dopo molti anni di questa produzione è successo qualcosa che non capita spesso a un fumettista: ha cambiato stile. Il cambiamento è nato non per motivi estetici, ma per veicolare al meglio i valori che sentiva di voler comunicare. Oltre allo stile è cambiato il supporto, non più storie classiche, pagine riquadrate di vignette inchiostrate minuziosamente, ma linee semplici, essenziali, veloci, pubblicate su internet. Questa velocità e semplicità sono alla base di quanto Costantini tutt’oggi disegna. Le sue illustrazioni sono in un certo senso definibili come “report grafici”, ovvero resoconti brevi e sintetici che comunicano un avvenimento, non con il testo corredato da foto come in una classica notizia flash, ma con un’illustrazione che interagisce direttamente con il testo. Con questo metodo le illustrazioni diventano più forti e realistiche delle foto di un articolo, in un mondo di ritocchi fotografici e immagini di archivio.
Durante la conferenza abbiamo avuto il privilegio di assistere a Costantini all’opera, nell’atto di creare una illustrazione che ci spiegasse il suo percorso creativo abituale.
Gianluca è attivo su vari fronti, tutti vicini ai temi sociali e spinti alla critica intelligente e potente che le sue illustrazioni e fumetti amplificano. Si occupa non solo di produzione nell’ambito sociale, ma anche di organizzazioni di mostre ed eventi che valorizzino l’importanza del fumetto socialmente attivo, partecipando alla “rivolta grafica” che vuole elevare il fumetto a qualcosa di più di una semplice sequenza di immagini che creano una storia. Di seguito alcuni link a siti contenenti progetti di Gianluca Costantini
Questa settimana si conclude la parte di lezioni sulla tipografia. Nello specifico i temi sono volti alla tipografia creativa. Partendo dall’alfabeto creativo, creato cioè in grande libertà, con tecniche e materiali tra i più svariati, passando poi a parlare di segni in libertà, segni casuali che possono creare lettere stupende. Creare un alfabeto creativo comunque non significa prescindere dalla struttura delle lettere, perciò è necessario studiare i limiti di leggibilità, che possono essere visti come spunti creativi per nuovi caratteri. Ma la tipografia non è solo scrittura, è anche ornamento, perciò una carrellata su alcune decorazioni e pattern tipografici. Per creare un logotipo si può utilizzare il procedimento della “lettera mancante”, la sostituzione di una lettera all’interno di una parola con un’immagine, che aggiunge un elemento comunicativo alla composizione. E ancora, si è visto come modificando le lettere, queste possano diventare espressive. Infine, con l’esempio del logo “Mother&Child” di Herb Lubalin, si è visto la “parola immagine”, ovvero quelle composizioni di caratteri che creano a loro volta una raffigurazione creativa.
Intervista al creatore del logo di Obama
Sol Sender, direttore creativo del team che ha progettato il logo per la campagna alle elezioni presidenziali di Barack Obama del 2008, racconta nei due video a seguire il processo di progettazione e creazione del logo. Sender spiega anche le strategie e i concetti che stanno dietro a questo logo. Mostra infine alcuni progetti del suo team, non selezionati per la campagna politica.
Video Parte 1
Video Parte 2
Un esercizio e un concorso: Celebrate Diversity
Il nostro corso volge al termine e come ultimo esercizio abbiamo qualcosa dal respiro internazionale da poter progettare. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura o UNESCO si occupa dello sviluppo e della salvaguardia della cultura in tutto il mondo e dal maggio 2009 indirrà un festival internazionale della diversità culturale. Con questo festival annuale si promuoverà e celebrerà la diversità culturale dei vari popoli della terra e l’importanza di proteggere questa diversità dalla minaccia della uniformazione culturale. Verranno organizzati spettacoli artistici di vario genere, meeting e conferenze in tutto il mondo.
Questo festival non ha ancora un’immagine grafica, perciò L’UNESCO ha indetto un concorso per la creazione di un marchio e logotipo per l’evento annuale.
Questa è una grande occasione per gli studenti di cimentarsi con un compito arduo come la progettazione di un marchio, che li porterà a poter partecipare al concorso.
Ciò che il brief progettuale richiede è la creazione di un simbolo che comunichi in maniera sintetica i concetti di celebrazione e salvaguardia della diversità culturale. Si tratta di una sintesi molto complicata, come già gli studenti hanno avuto modo di vedere dai primi passi all’interno di questa progettazione.
Un compito difficile è quello di rappresentare questa diversità culturale evitando di essere troppo specifici rispetto a una specifica cultura o forma d’arte, mantenendo comunque evidenti i concetti di multiculturalità. Il percorso progettuale comincia perciò con ricerche sul tema della diversità culturale, ma anche su una ricerca comparata di ogni singola cultura di diverse regioni del mondo, nonché sulle forme grafiche e gli stilemi applicati a eventi o concetti vicini a quello di questo festival.
I primi schizzi e idee cominciano a emergere dalla confusione delle migliaia di opzioni possibili, ma ovviamente il percorso è ancora in salita. Si produrranno idee che verranno scartate, altre sviluppate e poi abbandonate, altre portate avanti fino alla creazione di un marchio vero e proprio. Chi arriverà a questo punto sicuro ci sé potrà infine decidere di partecipare al concorso e immaginare il suo marchio viaggiare per tutto il mondo come vessillo della diversità culturale.
Le informazioni e il bando di concorso sono pubblicati da Design 21, http://www.design21sdn.com/
Promemoria di una rivolta grafica, conferenza di Gianluca Costantini
Gianluca Costantini vive e lavora a Ravenna. Come illustratore e autore di fumetti pubblica su numerose riviste e quotidiani italiani fra cui “Il Nuovo Male”, “Blue”, “Il Manifesto”, “Internazionale”, e stranieri “Babel” (Portogallo), “Kuhinja” (Serbia) e “WarWorldIII” (U.S.A.). Dal 2002 è direttore della rivista italiana di fumetti “inguineMAH!gazine” e cura diverse pubblicazioni di graphic novelist internazionali. A partire dai primi anni Novanta espone in numerose mostre collettive in tutta europa; nei festivals di fumetto internazionali come Lucca Comics, Stribburger e Angouleme, in manifestazioni artistiche come la Biennale dei Giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo o in gallerie private italiane. Le ultime mostre personali confermano il carattere poliedrico e trasversale dell’autore appartenente al mondo delle arti visive e a quello del fumetto. Fra queste si ricordano Political Comics (Atene, 2006), Banda desenhada politica (Lisbona, 2006), Sangue in Algeria (Perugia, 2008) e Channeldraw (Belgrado, 2008). Organizza eventi con Associazione Mirada tra cui ha organizzato le mostre di: Marjane Satrapi, Joe Sacco, Aleksandar Zograf e Komikazen Festival del fumetto di realtà.
Promemoria di una rivolta grafica
Evoluzione di un disegnatore, dallo studio alla vita.
Processo di evoluzione dal lavoro di artista al lavoro di artista sociale.
Perforare il mondo con l’immagine utilizzando strumenti semplici.
Immagini che non vendono prodotti ma ideologie.
Nuovi problemi politici richiedono nuovi sistemi di propaganda.
Grafica e responsabilità sociale
Ciclo di conferenze dedicate agli autori contemporanei della comunicazione visiva socialmente attenta.
Conferenza aperta al pubblico
12 marzo 2009, ore 16:30
29 gennaio 2009, ore 16:30 James Mollison - Fotografo
19 febbraio 2009, ore 16:30 Gabriella Giandelli - Illustratrice
12 marzo 2009, ore 16:30 Gianluca Costantini - Graphic Novelist
Coordinamento di Omar Vulpinari
Per informazioni:
Telefono 0549.883633
E-mail disegnoindustriale@unirsm.sm
www.unirsm.sm/disegnoindustriale/
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Settimana 6: Introduzione alla tipografia
La settimana ha visto lezioni di introduzione ai componenti fondamentali delle lettere, alla loro struttura, costituita da linee rette, spezzate, curve e miste, le superfici che limitano gli spazi all’interno e all’esterno delle lettere e le derivazioni dei tratti fondamentali, siano essi verticali, inclinati o tondi sono questi i tratti che compongono la loro struttura. Abbiamo parlato di correzioni ottiche, per migliorare la leggibilità dei caratteri, seguendo regole non geometriche. Argomento di non minore importanza è poi la classificazione dei caratteri di Aldo Novarese. In seguito più nello specifico, si sono visti i concetti di valore tonale del carattere (dal chiarissimo allo scurissimo, dallo strettissimo al larghissimo), il corpo in punti tipografici, la spaziatura tra le lettere, le interruzioni ottiche, le proporzioni, i criteri di leggibilità, tutti gli elementi fondamentali per la costruzione di un carattere proporzionato e leggibile. Per finire abbiamo parlato del “carattere” dei caratteri, ovvero la connotazione specifica di ogni tipo, che li rende adatti a esprimere con forza uno stile, sia esso uno stile vecchio west con un Mosquite, o Art Nouveau con un Arnold Böcklin.
Conclusione dell’esercizio passion action
Dopo due settimane di studio, progetto e affinamento degli elaborati la passione di ogni studente è finalmente trasposta su carta, in 5 step ben definiti. Come vediamo dalle prime immagine di Denis Di Luca la passione parte da una foto ben chiara dell’azione, che attraverso passaggi grafici viene trasposta in illustrazione e sagoma. Questi studi poi devono portare al punto di arrivo di un’immagine simbolica. La figura della Vespa viene nel suo caso tradotta in un pittogramma gestuale. Ci sono molti altri esempi di passioni, una sfrenata mania per gli acquisti di Eleonora Felici, che crea un simbolo fondendo insieme un codice a barre e un cuore stilizzato.
Ma non solo i simboli finali sono fonte di espressione, anche il semplice ricalco di una foto mostra uno spirito dedito a dare carattere ai particolari di un’illustrazione, come nel caso di Andrea Malpezzi.
Emanuele Vincenzi invece dimostra come una foto particolarmente creativa possa portare a una sagoma dalle vaghe sembianze di una divinità indiana della musica rock.
La progettazione di questi simboli è una perfetta palestra per prepararsi ai progetti futuri, dove i simboli diventeranno marchi veri e propri.
Di seguito un’ulteriore selezione degli elaborati degli studenti
Settimana 5: Tipologie di rappresentazione visuale
La quinta settimana del corso chiarisce quali sono le tipologie di immagini usate dai grafici. Abbiamo la fotogafia, la tipografia come immagine, l’illustrazione, il pittogramma, il marchio. Le diverse tipologie di immagini sono presentate attraverso gli autori grafici contemporanei che le utilizzano come loro mezzo di comunicazione. L’illustrazione vettoriale di Matthew Vescovo, gli algoritmi grafici di John Maeda, l’immediatezza delle immagini di Paul Davis, la chiarezza e funzionalità dei pittogrammi di Otto Neurath sono solo alcuni esempi delle immagini che un grafico può creare autonomamente.
Una lecture con Gabriella Giandelli
Grazie a Gabriella Giandelli abbiamo potuto entrare in un mondo fatto di illustrazioni, emozioni e impegno sociale. La sua produzione è vastissima e abbiamo potuto scorrere tra le sue varie pubblicazioni, dall’Internazionale a Strapazzin, da Lo straniero a Carver.
Gabriella ha mostrato tutta la sua completezza come illustratrice, mostrandoci progetti che vanno dalla copertina di rivista all’illustrazione per articoli a tema scientifico, dal fumetto all’articolo di moda, senza mai perdere l’interesse nel comunicare qualcosa di profondamente personale e legato a quanto considera giusto.
Nonostante questo filo conduttore, dove in ogni illustrazione possiamo trovare la sua anima, anche in applicazioni molto distanti per i temi svolti non troviamo un unica tecnica, ma una poliedricità di metodi di realizzazione. Gabriella nel suo lavoro percepisce sin da subito quale sia la tecnica più adatta, considerando questa “atmosfera” conferita dalla tecnica come parte fondamentale del suo lavoro.
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Continua l’esercizio Passion Action
Manca una settimana alla conclusione dell’esercizio Passion Action e le lezioni sulle tipologie di rappresentazioni visuale sono fondamentali per aprire le possibilità di ricerca degli studenti, che possono scoprire come realizzare al meglio le loro illustrazioni dei tre step successivi alla foto che li ritrae nell’atto di compiere ciò che è la loro passione. Non solo l’illustrazione in sé, ma anche lo sviluppo di immagini simboliche è trattato nelle lezioni di questa settimana, altro bagaglio di conoscenze essenziali per cominciare a studiare come simboleggiare la propria passione in maniera sintetica ma comprensibile.
Gli studenti che sono già arrivati a questo ultimo passaggio possono già capire quanto sia complessa la creazione di un simbolo funzionale ma al contempo innovativo e graficamente accattivante. Non basta trasporre l’azione in sé in forme più semplici. Si deve studiare ogni aspetto della passione, estrarne il cuore ed enfatizzarlo sintetizzandolo nelle sue particelle essenziali. Tutto questo senza mai dimenticare la comprensibilità da parte dell’osservatore.
Durante la critica ognuno mostra quanto prodotto fino ad ora, partecipando a una critica che meglio approfondisce problemi di vario tipo, dalla tecnica fotografica a quella illustrativa, dalla scelta del soggetto e dalla forza comunicativa generale delle immagini.
Le idee non mancano, si tratta di realizzarle al meglio, seguendo gli insegnamenti sui metodi di rappresentazione.
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Settimana 4: Principi del design bidimensionale
Dopo gli “elementi” della terza settimana, ora è il momento dei “principi” del design bidimensionale: unità, equilibrio, scala e proporzione, contrasto e enfasi, ritmo. L’unità può essere per tema, prossimità, similitudine, chiusura, continuazione. Un naturale complemento a questi principi è il concetto di griglia grafica.
Gli studenti studieranno perciò le regole da seguire, o da rompere, per comunicare in maniera efficace. Un testo allineato correttamente risulterà più leggibile, un logo in una posizione bilanciata sarà armonioso con la pagina su cui è inserito, e così via per ogni altro tipo di elemento grafico.
Esercizio 3: Passion action
Concluso l’esercizio che aiuta a sviluppare la capacità di mettere ordine all’interno del caos, passiamo all’esercizio “Passion action”, che parte appunto dalla passione di ogni studente. Ciò che si chiede è perciò raffigurarsi fotograficamente nell’atto della propria passione, dopodichè creare un ricalco manuale della foto, in seguito questo ricalco deve diventare vettoriale e a colori e infine con sola silouette nera. Dopo questi passaggi si passa infine al passo più complesso, la creazione di un immagine simbolica e sintetica della passione rappresentata. Nonostante scegliere quale passione raffigurare con sguardo attento e progettuale sia fondamentale, il passaggio di sintesi finale richiede l’abilità di saper scegliere i tratti fondamentali di un’azione e creare un simbolo, di per sé una vera sfida per ogni grafico.
Dopo il brief dell’esercizio è ora il momento di passare in rassegna le proprie passioni.
Conclusione dell’esercizio “From chaos to order and back”
L’ordine è stato creato là dove ordine non c’era, ritornando poi al suo originario luogo di caos stravolto, ora con una forza superiore all’informe ammasso di elementi iniziali. Non vi è dubbio sul fatto che per un grafico saper creare ordine sia un aspetto fondamentale delle sue abilità. L’esercizio non è stato facile, come è giusto che sia per poter migliorare, ed ha permesso di confrontarsi con problemi progettuali sulla decisione del luogo iniziale di caos da scegliere, ma anche sul come gestire l’ordine una volta selezionato il caos. Le composizioni d’ordine più coraggiose e originali hanno creato delle forze visive inaspettate all’interno dello spazio nel quale sono state ricreate. Vediamo per esempio in immagine la conclusione dell’esercizio di Andrea Ceccaroni. Il suo caos iniziale è una distesa disordinata di coriandoli, che vengono estrapolati nella forma del cerchio per poi essere riordinati in una concentrica raccolta di tonalità cromatiche. Il passaggio finale sintetizza bene quanto un buon ordine in un sistema caotico possa creare forze visive affascinanti.
Le facce delle parole, conferenza di Gabriella Giandelli
Gabriella Giandelli è nata a Milano nel 1963, diplomata in regia al Centro Tecnico Cinematografico di Milano, dal 1984 è attiva nei campi della graphic novel, dell’illustrazione e del graphic design.
Ha pubblicato i suoi primi lavori a fumetti nel 1984 su “Alter Alter” e successivamente su numerose riviste nazionali e internazionali, tra le quali “Frigidaire”, “Dolce Vita”, “Strapazin”, “L’echo des Savanes”. Ha realizzato come autrice tre romanzi a fumetti: Silent Blanket, “Hanno aspettato un po’ poi se ne sono andate”, “Sous les feuilles” e attualmente sta completando “Interiorae”. Parallelamente al fumetto lavora come illustratrice, collaborando con importanti quotidiani, riviste e case editrici: “Internazionale”, “La Repubblica”, “Il Sole 24 Ore”, “The New Yorker”, “le Monde”, Einaudi, Feltrinelli, Mondadori e molti altri. Da qualche anno si occupa anche di illustrazioni per l’infanzia.
Un suo personaggio è protagonista di una serie animata in programmazione su Rai 3 e France 5.
Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive.
Le facce delle parole
Alla base di tutti i lavori di Gabriella Giandelli ci sono le parole di chi ha scritto i racconti da lei illustrati. Trovare delle facce alle parole e provare piacere nel disegnarle è il motore per poter lavorare sui grandi temi drammatici del nostro tempo con l’onesta che serve a rendere un buon servizio a ciò che viene raccontato e alle tante facce che popolano la nostra storia.
Grafica e responsabilità sociale
Ciclo di conferenze dedicate agli autori contemporanei della comunicazione visiva socialmente attenta.
Conferenza aperta al pubblico
19 febbraio 2009, ore 16:30
29 gennaio 2009, ore 16:30 James Mollison - Fotografo
19 febbraio 2009, ore 16:30 Gabriella Giandelli - Illustratrice
12 marzo 2009, ore 16:30 Gianluca Costantini - Graphic Novelist
Coordinamento di Omar Vulpinari
Per informazioni:
Telefono 0549.883633
E-mail disegnoindustriale@unirsm.sm
www.unirsm.sm/disegnoindustriale/
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Settimana 3: Elementi del design bidimensionale
Con la terza settimana andiamo a scoprire gli elementi fondamentali del design bidimensionale: punto, linea, forma, texture, spazio, dimensione, valore e colore. Tutti gli elementi che un grafico deve conoscere per sviluppare i propri progetti con la giusta consapevolezza della composizione delle immagini che andrà a creare.
Un testo di colore complementare allo sfondo su cui è scritto renderà il migliore dei testi illeggibile, mentre una giusta proporzioni di dimensioni e un corretto uso dello spazio bianco sulla pagina gli conferirà una facile e immediata leggibilità.
Padroneggiare l’uso di questi elementi non è sufficiente a definirsi dei bravi graphic designer, ma un bravo graphic designer non può non conoscerli.
Una lecture con James Mollison
Un grande fotografo contemporaneo ci ha donato un’ora delle sue opere più recenti. James Mollison stupisce tutti per la sua abilità nonostante la sua giovane età. La lecture è cominciata con un tema fotografico usato per la campagna di United Colors of Benetton, “Hunger”. Troviamo una di queste foto nella locandina della lecture. Un lavoro di grande impegno sociale, volto a sensibilizzare il mondo di fronte al problema della fame nei paesi meno fortunati. Quanto James crea è una visione personale di questo problema. Il suo primo interesse è quello di non creare delle foto dei paesi poveri come quelle alle quali ormai siamo abituati e che ci lasciano spesso indifferenti.
E grazie al suo modo di rendere più umane le persone e di estrarle dallo sfondo di un mondo pieno di sofferenze, ci mostra la vera essenza delle persone che vivono tra privazioni e fame.
La lecture continua con un’altro lavoro per United Colors of Benetton, “Africa Works”. Anche qui Mollison applica la sua “Subjective Observation” alla creazioni di immagini che umanizzano, rendono dignitosi e non mirano a mostrare aspetti deprimenti ma la forza degli africani al lavoro grazie alle banche del microcredito. Una serie di stupende foto, radiose e gioiose di uomini e donne nell’atto naturale di lavorare.
James ha poi mostrato alcuni suoi progetti personali. “James and other apes” è uno di questi. Un libro e una serie di mostre dedicate allo studio della figura della scimmia, vista come persona e non come animale. Perciò ha creato una serie di fototessere delle scimmie che è andato a conoscere per tre anni di viaggi per l’africa e l’asia. Il risultato è un’affascinante raccolta di volti di scimmia che acquisiscono il potere di visi umani.
Mollison ci ha sorpreso con un ultimo progetto personale molto interessante e divertente. Il progetto “The disciples” è una raccolta durata quattro anni di foto di fan. Quanto più colpisce è il modo di raccolta di questi soggetti. Ogni cantante ha dei suoi fan e questi tendono a imitare i loro idoli, soprattutto durante i concerti, perciò James ha raccolto i fan in base alla loro “affinità stilistica”. Si vengono a creare delle vere e proprio tribù umane di fan, dal vestiario, trucco e accessori, nonché atteggiamento omogeneo.
È stato un vero piacere ospitare James Mollison all’Università di San Marino. Non possiamo che ringraziarlo di cuore, aspettando di vedere i suoi prossimi progetti.
Presto sarà on line la lecture di James Mollison al sito Exibart. www.exibart.com
Esercizio 2: From chaos to order and back
Per cominciare subito a famigliarizzare con gli elementi del design bidimensionale iniza una nuova esercitazione, la traduzione in italiano è “dal caos all’ordine, andata e ritorno”. Gli studenti devono cimentarsi con il principale dei compiti di un grafico: mettere ordine nel caos. Questo ordine dovrà essere sviluppato avvalendosi di uno o più degli elementi bidimensionali studiati: colore, forma, dimensione, ecc. Il primo passo è trovare un luogo di caos, secondo estrarre gli elementi che creano caos e riordinarli in base ad uno o più elementi d’ordine, terzo riportare tutti gli elementi ordinati nel loro spazio originario. Ogni fase va documentata fotograficamente.
(fotografie dell’esercizio di Laura Tentoni, A.A. 2007-2008)
Conclusione dell’esercizio “Make me laugh”
Siamo arrivati alla conclusione della prima esercitazione del corso. Come dicevamo, far ridere non è facile e questo esercizio a messo a dura prova ogni studente per strappare un sorriso all’osservatore. Le tecniche preferite sono l’illustrazione e il collage, ma qualche volenteroso ha creato le sue immagini ironiche con fotografie appositamente studiate.
Di seguito tre esempi dei vari progetti presentati. Il primo è di Matteo Agostini, che rappresenta la sagoma della propria testa rivista come una folta giungla. Poi abbiamo Andrea Ceccaroni, che colpito dalla simbolicità e interpretabilità non universale del cartello di uscita di sicurezza ha immaginato una situazione surreale, con una trasposizione letterale del cartello, cosa decisamente dannosa per il fruitore della segnaletica in questo caso.
Qui sotto invece vediamo il progetto di Michela Andrini. La sua, oltre che un’immagine ironica, è anche una provocazione e una critica all’eccessiva quantità di tecnologia con la quale ci circondiamo, fino a disinteressarci dei ciò che è reale. Nella sua immagine una bambina contemporanea non ha più motivo di portare a spasso un cane vero, quando ha un fantastico emulatore virtuale del miglior amico dell’uomo.
In generale questa ironia carica di critica verso temi sociali è trapelata dal lavoro di molti studenti, che si sono resi conto che far ridere con semplici situazioni classiche può essere meno interessante che utilizzare temi attuali, che oltre che ridere e sorridere ci fanno pensare.
Di seguito un’ulteriore selezione degli elaborati degli studenti
Matteo Agostini
Giulia Bertani
Enrico Bozzato
Daniele Campanozzi
Anna Cantamessa
Jlenia Ceccarelli
Giuseppe Digeronimo
Denis Diluca
Ezio D’Onghia
Eleonora Felici
Johana Invrea
Matteo Leone
Andrea Malpezzi
Federico Magli
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Settimana 2: La responsabilità sociale del grafico
La seconda settimana del corso esamina le differenze tra grafica “buona” e grafica “cattiva”. Ciò che progetta il graphic designer può essere qualcosa di utile e di servizio, ma può anche essere ingannevole.
L’iconografia di segnalazione per le uscite di sicurezza, lavoro assolutamente per graphic designer, ha sicuramente salvato la vita a molte persone. Forse però meno di quanti sono stati i morti per tumore da sigaretta negli Stati Uniti. Un graphic designer può infatti anche realizzare campagne pubblicitarie, che fanno sembrare alla moda e appagate le persone che fumano. Questo è un’esempio di grafico che si è dedicato alla grafica “cattiva”. Il compito del corso è anche quello di evitare di andare verso questa direzione, ma piuttosto verso i concetti espressi dal manifesto First Things First.
Subjective Observation, conferenza di James Mollison
James Mollison è nato in Kenya nel 1973 ed è cresciuto in Inghilterra. Dopo gli studi di arte e design alla Oxford Brookes e gli studi di fotografia e video alla Newport School of Art and Design, si è trasferito in Italia, dove ha lavorato a Fabrica, il laboratorio creativo di Benetton.
Ha realizzato numerose campagne sociali per Benetton, incluso Volunteers, Hunger e Africa Works. I suoi lavori sono stati largamente pubblicati in tutto il mondo da Colors, il New York Times, il Guardian, il Paris, the New Yorker, Le Monde e molti altri.
Tra i libri da lui pubblicati vi sono The Disciples, The Memory of Pablo Escobar e James and Other Apes. Attualmente Mollison è un artista alla galleria Hasted Hunt di New York.
Subjective Observation
Le idee di James Mollison sono ispirate dall’osservazione oggettiva ma l’esecuzione finale è sempre molto soggettiva. Il fotografo parlerà delle sue idee dietro ai lavori personali e alle campagne per United Colors of Benetton.
Grafica e responsabilità sociale
Ciclo di conferenze dedicate agli autori contemporanei della comunicazione visiva socialmente attenta.
Conferenza aperta al pubblico
29 gennaio 2009, ore 16:30
Organizzato dal Corso di Laurea in Disegno Industriale
Università degli Studi della Repubblica di San Marino
Università IUAV di Venezia
Antico Monastero Santa Chiara
Contrada Omerelli 20, San Marino Città, Repubblica di San Marino
Questa è la prima critica di gruppo del corso ed è stata essenziale per confrontarsi, capire cosa non funziona nel proceso progettuale, perchè un’idea non funziona, ma anche perchè un ‘immagine ci fa ridere. Insieme abbiamo esaminato le mappe di pensiero, rimarcando l’importanza di questa tecnica per sviluppare spunti creativi.
Continuando abbiamo sfogliato molti schizzi visivi di idee per immagini ironiche.
Forse far ridere è una delle cose più difficili nella società attuale, così sovra stimolata di comicità, di scene al limite della provocazione sparse su riviste, manifesti e web. Tuttavia le sfide più interessanti per un graphic designer sono proprio quelle più complesse.
Inoltre imparare a creare immagini ironiche è fondamentale per lo sviluppo di molti altri processi comunicativi che non si limitano solo al farci ridere.
M.N.
Grafica e responsabilità sociale. Le conferenze dell’anno.
Anche quest’anno continua l’appuntamento con le conferenze di comunicazione visiva socialmente attenta.
Cominceremo il 29 febbraio alle 16:30 con James Mollison, fotografo professionista e artista alla galleria Hasted Hunt di New York. Famoso nel mondo per le numerose pubblicazioni internazionali, dal New York Times a Le Monde e per le sue immagini per le più recenti campagne sociali di United Colors of Benetton.
Proseguiremo con Gabriella Giandelli, illustratrice milanese attiva su numerosi fronti come l’illustrazione per l’infanzia, fumetto, illustrazione per racconti, libri e riviste. Collabora con importanti quotidiani, riviste e case editrici tra cui, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, The New Yorker. Sarà con noi il 19 febbraio.
Il 12 marzo avremo il graphic novelist Gianluca Costantini, fumettista e scrittore di fumetti a tema sociale e politico, nonché direttore di Inguine Magazine e curatore della collana “Illustorie”. Legato al mondo dei comics underground, fa incursioni anche nel mondo dell’arte, avendo perciò molte occasioni per esporre sue opere. Costantini è anche co-curatore di Komikazen - Festival Internazionale del fumetto di realtà di Ravenna.
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Settimana 1: Introduzione alla grafica
Ci sono domande fondamentali per un futuro grafico. Che cos’è la grafica? Che cosa fanno i grafici? Dove si comincia per fare grafica?
La grafica è ovunque, anche quando non la percepiamo, perché pervade interamente la nostra civiltà.
Il grafico alle prese con un nuovo progetto comunica un messaggio diretto a un pubblico specifico.
La prima cosa che un grafico non deve mai dimenticare è che il suo compito più importante è dare senso e chiarire con la massima semplicità ogni aspetto di ciò che comunica. Tutto questo creando differenza, perché nessuno si aspetta di vedere due packaging identici, ma dal nome diverso quando va al supermercato.
Nelle foto due perfetti esempi di chiarezza e semplicità al servizio di tutti, frutto di un progettazione grafica consapevole di quanto detto. La schematizzazione della metropolitana di Londra e la segnaletica della metropolitana di New York.
Scusa, mi fai una foto?
Ecco gli studenti del corso del laboratorio di fondamenti di design bidimensionale in una foto di gruppo non convenzionale. Durante la lezione abbiamo chiesto a tutti di fotografare il compagno che stava loro accanto, e così è nata questa raccolta di volti più o meno intenti a seguire la lezione. Non è facile resistere al piacere di farsi ritrarre con il proprio profilo migliore.
M.N.
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Cari Studenti della Sezione A1 08-09,
Sono sempre colpito da quelle scritte che di tanto in tanto si incontrano
sui muri delle autostrade che urlano “Dio Salva” (GOD SAVES). Da qui parte
questo mio gioco di parole, possible solo in inglese, dove la frase iniziale
può trasformarsi in “Buon Design Salva” (GOoD design SAVES).
Spero che sarà di buon auspicio per il nostro lavoro insieme che inizia a
metà gennaio.
Salute, Pace e Felicità nel 2009,
Prof. Omar Vulpinari
Coll. Mirko Neri